Archivio per Categoria UMORISMO

DiGiancarlo Paganini

Una citofonata ti stronca la vita

Salvini fa una citofonata di troppo e perde il voto del condomino e le elezioni regionali che supponeva di vincere a man bassa.

DiGiancarlo Paganini

Pesca miracolosa in Romagna

In Emilia Romagna il candidato presidente del centro sinistra pesca la vittoria, grazie al guizzo delle sardine, cui va il sentito ringraziamento della cozza Zingaretti con cui fanno rete. I Cinque stelle praticamente prendono un granchio: qual è il loro futuro e la sorte del governo?

DiGiancarlo Paganini

TROPPA GRAZIA, SANT’ANTONIO

STUPEFACENTI

L’Italia passa da zero governi a due governi possibili nel giro di poche ore. Stupefacenti. Forse anche nel senso delle droghe che si assumono per arrivare a questi exploit, a queste performances strabilianti. L’Europa adesso non può che invidiarci, altro che rampogne all’Italia! Voglio vedere adesso lo Spread dove precipita!

Prima che sia troppo tardi, propongo che si facciano tutti e due: Uno si dovrà occupare solo di fare una legge elettorale nuova, l’altro di backup per le piccole incombenze da ministero delle finanze. Decidano loro chi e cosa col lancio della monetina. Se ne potrebbe affidare anche un’altro a qualche esponente dell’opposizione per occuparsi di immigrazione e agricoltura, e, se non si esagera, farne anche un quarto, ombra, per controbilanciare i poteri degli esecutivi, così alla fine tutti sono contenti. Io però, a quel punto, emigro all’estero.

PROPOSTE PER IL BENE COMUNE

Oggi come oggi un incarico esplorativo non si nega a nessuno (tranne che al centrodestra unito e in subordine al M5S*), quindi chi degli altri ha almeno uno zainetto da mettere sulle spalle, un abbonamento ai taxi di Roma o una bicicletta, è perfettamente in grado, se supera tutte le buche disseminate sul tragitto, di arrivare sul Colle e di proporsi come Premier presso Mattarella.

Non è richiesta grande esperienza di governo, anzi, ci mancherebbe… Meglio se nel curriculum viene evidenziata una carriera di politico da sempre, almeno uno stage all’FMI o presso la BCE e/o istituzione equipollente, una inimicizia da sempre con Savona, e paradossalmente, non essere mai stato votato in nessuna tornata elettorale. La padronanza delle lingue non è mai stata considerata un plus. Invece avere contemporaneamente il piede in più scarpe e una scialuppa di salvataggio sempre pronta è indice di intraprendenza, di ottime capacità relazionali e comunicative, di attitudine al teamwork e al personal private problem solving.

(*NB. comunque, …non è che mi piacciano particolarmente né Lega, né M5S)

UN METODO SEMPLICE MA EFFICACE

Come funziona: Mattarella gli/le affida un incarico esplorativo e lui/lei si mette al lavoro per creare la sua squadra di governo e il suo programma. Quando è pronto avvisa il Quirinale e si mette in fila. Strappa il numerello dalla chiocciola, fatto.

In questo modo viene superata di slancio italico ogni imbarazzante situazione di stallo: se un governo non ce la dovesse fare, non avesse più la fiducia né del Parlamento, né del Presidente della Repubblica, né del Presidente incaricato (sé stesso), né degli usceri della Camera, né di Trump, né della Merkel, né di Macron, né di un commissario europeo qualsiasi, né di Moody’s, sarà sempre pronto in stand-by un governo supplente in grado di subentrare al precedente senza strappi istituzionali e inutili perdite di tempo elettoralistiche. Si risparmia e non serve neanche più la Spending Review. E chissenefrega della Costituzione se qualcosa non è proprio proprio in linea o non era previsto; Sarebbe solo un’aiutino collaterale alla Costituzione, mica siamo pazzi da cercare di cambiarla. E d’altra parte non sarebbe la prima volta e neanche l’ultima che si ricorre a qualche aiutino sul filo della costituzionalità.

UNA SPERANZA

Spero con questo nuovo articolo altamente umoristico di aver dato un contributo positivo e decisivo al futuro dell’Italia e di aver cancellato definitivamente la brutta impressione di cinismo pessimista contenuta nel precedente articolo sui governi golpiti da aborto prematuro di Stato.

W l’Italia! Siempre!

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PS. A questo proposito (del Bene Supremo dell’Italia), stavolta seriamente, faccio mie le preoccupazioni e i desideri espressi dal card. Bassetti nel suo recente messaggio.

 

DiGiancarlo Paganini

MATTARELLA GOLPISCE IL NASCENTE GOVERNO LEGA-5 STELLE

UNA DEMOCRAZIA TIRANNICA? UNA TIRANNIA DEMOCRATICA? OSSIMORI A GOGO’

Comunque la si giri “a ghè un quaicos che ‘l va no”. (C’è qualcosa che non va o non convince appieno).

(NB: questo è un articolo che vorrebbe risultare “umoristico”, non cinico o cosmicamente pessimista come dice mia figlia). Ah, ah. Ridete o almeno sorridete! Se riuscite.

TANTE LE DOMANDE CHE NON CI FANNO DORMIRE…

A proposito di democrazia, Mattarella poteva impedire, come ha fatto, il nuovo governo già pronto bell’e servito in tavola o avrebbe solo dovuto opporsi con un parere “forte” al cosiddetto sedicente “Governo del cambiamento” gialloverde restando nelle prerogative che gli competono da Presidente della Repubblica Italiana? Si è sentito un po’ francese? C’è chi dice che invece era doveroso, prudente far così e ha fatto bene a stoppare i populisti e chi invece urla già al golpe e organizza un corteo su Roma.

Populista comunque è il peggior insulto che si può dare oggi ad un italiano. Fascista dimmerda è quasi un complimento tra educande.

Ma, il Parlamento serve ancora a qualcosa? Se sì, perché non è stato nemmeno interpellato? Perché il Presidente non ha dato anche un mandato esplorativo ad un esponente del centrodestra o dei Grillini per vedere se trovavano lì i numeri? O forse, essendo ancora una delle poche istituzioni votate non conta più nulla, tanto vale non interpellarlo? (poi lì sono inaffidabili, corrotti e mercanteggiano persino i voti!)

Per difendere la democrazia si possono usare metodi antidemocratici o poco democratici? E i metodi anticoncezionali? (No, perché vanno contro il Pene comune?)

Hitler era meglio segarlo da piccolo o permettergli di vincere le elezioni? E Stalin che non ha mai fatto elezioni?

Fottersene del responso delle urne del marzo scorso e affidare il mandato esplorativo per formare un aborto di esecutivo con scadenza estiva ad un alto esponente del FMI, (quindi non votato da nessuno – ancora! ), è neutrale o schierato, di destra o di sinistra, democratico o antidemocratico, fascista o antifascista?

E, già che ci siamo, la Spending Review che fine ha fatto? Quanto abbiamo risparmiato da quando c’è un commissario tecnico apposta? Abbiamo risparmiato il corrispettivo del suo emolumento?

…E ALTRE CHE NON CI FANNO SVEGLIARE

Conte non era un politico (solo alcuni fortunati infatti nascono col vitalizio del politico già nella culla). E invece Cottarelli fa finta di esserlo o di non esserlo a seconda delle opportunità?

I risparmi degli italiani si difendono solo affidandoli ai soliti noti amici degli amici dei nostri nemici? Qualche italiano normale riesce ancora a risparmiare qualche cosa?

Come mai l’Inghilterra non è mai entrata nell’Euro? E come mai appena ha potuto è uscita anche dall’Unione Europea? Risulta che la loro economia stia affondando oltremanica? Ah, ma è presto per dirlo e l’America è dalla loro parte.

Chi vincerà i Mondiali russi? Ancora Putin col 90% dei voti?

Maduro cosa pensa di noi? Lui ha una legge elettorale che funziona all’unanimità: le schede sono già prestampate col nome del vincitore e valgono come buono per il pacco alimentare. Impariamo.

E De Mita come ha fatto (ha 90 anni!) a farsi eleggere ancora sindaco di Nusco il 26 maggio 2014? E’ perché gli italiani desiderano il cambiamento? Ma Nusco è Italia o una enclave della Magna, magna Grecia?

Lo Spread da che parte sta? C’è chi dice che sia un signore francese di sinistra e chi dice che è un banchiere tedesco vicino alla Merkel, confondendolo con alcuni commissari europei dal tweet facile.

L’Europa che c… vuole da noi?

Savona a chi ha pestato i piedi dopo aver pestato una merda? (Era anche lui del giro, in fondo…)

Ma la guerra civile non era finita nel ’45? Qualcuno la rivorrebbe in auge?

Italia ai ferri: dalla padella alla brace democrazia

Italia ai ferri: dalla padella alla brace

POCHE CERTEZZE… E FORSE QUELLE POCHE SAREBBE MEGLIO NON AVERLE

Sulle urne è piombata una pietra tombale. Di certo c’è che la Repubblica Italiana non ha più nulla a che spartire col voto. Roba superata dalla storia: costa troppo e le risposte non sono mai molto chiare, si perde solo del tempo. L’espressione della volontà popolare, democrazia, in fondo è tendenzialmente populista, cioè brutta, rozza, ignorante e cattiva. Non sanno quello che fanno. Ci vorrebbe qualcuno (un profilo alto, però) così illuminato e decisionista che ci liberi dalla libertà di dover decidere. (L’ho già sentita…). Il problema degli illuminati è chi paga alla fine la loro bolletta.

Può essere comunque una soluzione. Sicura, già sperimentata. Tanti i Paesi da cui imparare, anche se noi ci siamo “fatti da sé”, autarchicamente anni fa, e non prendiamo lezioni da nessuno.

UN LIETO EVENTO?

Finalmente è appena stato concepito in provetta il Governo dei Mercati (o, in seconda battuta, di chi li governa), come ha ammesso papale papale il Presidente nella sua dichiarazione piccatissima dopo la bocciatura di Conte&Savona. Nascerà?
Calma, è in gestazione in questi giorni, ci vuole un po’ di fiducia, ma, Se nato, nascerà morto nella Camera ardente. Capita alle inseminazioni artificiali eterologhe. Per questo ci chiameranno alle esequie a fine Luglio. A governo vacante risponderà il popolo in vacanza. Dopo la campagna potremo scegliere tra mari e Monti. Così forse quel poco di voto pneumatico che verrà espresso rappresenterà una percentuale minima della popolazione.

Il vero funerale è quello alle ceneri della volontà popolare, requiem aeternam, amen. Puzzava di già. Ininfluente ancora una volta, anche a causa della stessa legge elettorale demenziale che ci ha portati fin qui.

Insomma, la querelle è innescata e chissà se quei campanilisti di Italiani si riappacificheranno prima o poi o se questa vicenda politica è tutta benzina sul fuoco dello scontro continuo. Che una volta era tra Greci e Troiani, tra Romani e Resto del mondo, tra Guelfi e Ghibellini, tra bianchi e negri, tra milanisti e interisti, tra scapoli e ammogliati, vegani e onnivori, tra fautori del Bene comune e del Mal comune mezzogaudio, tra democristiani e comunisti, tra Destra e Sinistra, e oggi si è aggiornata tra Globalisti e Sovranisti  (o Localisti che dir si voglia).

Lo scazzo cambia pelle.

Un cambiamento d’epoca epocale.

DiGiancarlo Paganini

ULTIMO TANGO A ROMA

A passi di danza sul Titanic

Un passo di lato per Salvini, un altro simmetrico per Di Maio; dopo il passo indietro del grande Berlusconi ne “La morte del cigno” è tutto un pasodoble a ritmo così serrato che si rischia una contrattura, per il governo.Se la cantano e se la suonano oltre a ballarsela. Dopo due mesi di prove inutili il corpo di balle dei parlamentari finalmente sta dando uno spettacolo a pagamento senza pari (…qualcuno dovrà pur vincere, se no: rigore o monetina) ma molto noioso: due Meloni così..

Chi spera in un flop, chi in un grande successo, chi che finisca comunque presto. E devono per forza far presto, se no il Presidente li Mattarella e, altro che bozze, si finisce nelle urne.

Gli étoile più in vista della compagnia verdeoro si muovono sul palcoscenico in un turbinio di mosse audaci e contorsionismi studiati da coreografi di grido: si avvicinano, si allontanano, si mollano, si riprendono, entrano ed escono dall’euro come tarme in un vecchio cappotto in una fantasmagoria di passi e pirolette che non fanno rimpiangere le ballerine dei sambodromi brasiliani. Don Lurio al confronto è una mattonella.

Una festa per gli occhi! Chiappe tremule (a sinistra il post elezioni ha lasciato strascichi dolorosi) e scollature profonde (nel centrodestra soprattutto). Dovunque c’è ritmo, c’è movimento: cinque stelle ondeggiano leggiadre sui capezzoli dei grillini.

Intanto a sinistra i tristi, che forse stavolta non riescono a fare nemmeno un passo avanti per il bene del Paese (e hanno perciò bisogno di un reggente), rosicano, …cosa vuoi? Mica tutti hanno questa gaia leggerezza!

 

 


X DOCUMENTAZIONE VEDI:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Governo-Di-Maio-se-serve-per-farlo-partire-io-e-Salvini-fuori-dalla-squadra-75570611-ab8c-46a5-9516-762295298a2f.html

DiGiancarlo Paganini

PEGGIO COL GAS?

C’È CHI DICE CHE L’ATTACCO COL GAS IN SIRIA DA PARTE DI ASSAD CI SIA STATO DAVVERO E CHI NEGA.

Attacco col gas a Douma, Siria. In queste situazioni è sempre difficile sapere qual è la verità (vi ricordate Bush e Saddam con le sue armi di distruzione di massa?): interessi geopolitici stratosferici, spionaggio e controspionaggio, Usa, Russia, Damasco, Turchia, Francia, Gran Bretagna, Iran, Arabia, Israele, Occidente e Oriente, tutti ci raccontano quello che vogliono e continuano a farsi la terza guerra mondiale a pezzi sulla testa dei civili e delle popolazioni inermi e dei bambini. Interi paesi spazzati via. Sofferenze inimmaginabili.

(E comunque, la cosa puzza assai di marcio: secondo voi, visto il bombardamento di ieri da parte di Usa, Francia e GB coi missili Cruise sui presunti depositi e fabbriche di armi chimiche di Assad, le armi chimiche le elimini bombardandole, o così facendo liberi nell’aria delle puzzette letali? E la commissione internazionale che doveva accertare il fatto, adesso è agevolata nel suo compito?)

Questa è l’unica verità: che la guerra fa schifo, la morte è morte, le stragi sono stragi e non sono più eleganti e pulitine se cambia l’attore o lo strumento che le provoca.

Vincono ancora le Armi di disinformazione di massa.

L’unica guerra giusta è quella che non si fa. Fermatevi tutti!

Purtroppo, ahimé, non viene da ridere… è una risata amara la mia!

Vedi per documentazione:

https://www.ilpost.it/2018/04/12/attacco-chimico-douma-siria-russia-prove/

http://oraprosiria.blogspot.com/2018/04/dichiarazione-dei-patriarchi-di.html

http://oraprosiria.blogspot.com/2018/04/cosa-pensano-i-cristiani-siriani.html

Attacco con armi chimiche in Siria, verità o bufala?

DiGiancarlo Paganini

ALFANO LASCIA LA POLITICA

ALFANO LASCIA LA POLITICA, ADDIO ACCORDO COL PD

L’ultima lite con Renzi poi il grande addio: Alfano getta la spugna

http://www.ilgiornale.it/news/politica/lultima-lite-renzi-poi-grande-addio-alfano-getta-spugna-1471398.html

Decisivo lo scontro sul biotestamento. In tv l’annuncio: “Alle elezioni non mi ricandido”

Alfano lascia la politica

Alfano lascia la politica, ma lei non se la prende…

DiGiancarlo Paganini

PRESTITO PONTE AD ALITALIA

Alitalia: dopo il prestito ponte (raddoppiato) di maggio, arriva la proroga di ottobre 2017

13 ottobre 2017 da Ansa.it: http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/10/13/manovra-ok-dal-cdm-al-decreto-fiscale.-torna-la-rottamazione-per-le-cartelle-_ab84aba8-f8d9-485e-ae05-f02bad7e5f33.html

Manovra: ok dal Cdm al decreto fiscale. Torna la rottamazione per le cartelle

Inserita la norma anti-scorrerie, lunedì possibile l’esame della delibera sul golden power

Via libera del Cdm al decreto fiscale. Torna, dunque, la rottamazione per le cartelle. La ministra dei Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha confermato che la legge di Bilancio approderà lunedì in consiglio dei ministri.

In quell’occasione è possibile che possa essere anche discussa una delibera sul golden power riguardo al caso Tim-Vivendi. Nel decreto fiscale approvato invece oggi è stata inserita la norma cosiddetta anti-scorrerie.

Il decreto fiscale approvato prevede, tra le altre norme, anche la proroga del prestito ponte per Alitalia.

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A maggio si era partiti con la cifra di circa 300 milioni, poi lievitati a 600 (ndr).

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da LA STAMPA: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-05-19/alitalia-basta-prestito-600-milioni-063732.shtml?uuid=AEbnfFPB&refresh_ce=1

IN PRIMO PIANO

«Alitalia, basta il prestito da 600 milioni»

ROMA – Il prestito ponte da 600 milioni per l’amministrazione straordinaria di Alitalia «basterà», secondo i commissari, tanto che si sta lavorando «per l’estate che praticamente è iniziata e vogliamo completare anche la stagione invernale, per superare l’anno».

Nell’audizione del collegio commissariale alla Camera, Luigi Gubitosi – insieme a Enrico Laghi e Stefano Paleari – ieri ha ribadito che la compagnia continuerà ad essere gestita in «totale continuità», si stanno facendo «i primi studi anche per l’estate 2018, magari lasceremo qualcosa in eredità» ai nuovi acquirenti che si stanno cercando sul mercato. Ma tutto ciò sarà possibile se saranno ottenuti i risparmi sui sovraccosti che si stanno per rinegoziare: dai leasing degli aerei (quasi due terzi della flotta di 123 velivoli è in affitto) si stimano fino a 90 milioni di risparmi, dall’hedging sul carburante si attendono fino a 120 milioni, ci sono poi i capitoli manutenzioni e costo del lavoro. Ancora non è stata fissato il nuovo incontro con i sindacati, ma entro la prima settimana di giugno i commissari puntano a rivedere le condizioni contrattuali. «Stiamo esaminando con molta pacatezza la questione in assenza di pregiudiziali – ha spiegato Stefano Paleari -. Quando si sarà trovato il posizionamento si affronterà il tema». Secondo Paleari in Alitalia «il problema non è il costo medio del lavoro, che non è tanto differente dalle altre compagnie, ma c’è un problema di numero che si affianca al costo unitario». La forza media retribuita equivalente a tempo pieno tra il 2015 e il 2016 è aumentata di 623 unità, da 10.134 a 10.757 e il tendenziale 2017 prevede un costo del lavoro ancora superiore al 2016, in assenza di correttivi. «Anche se non è corretto il confronto con Ryanair che ha un diverso modello di business – ha aggiunto Paleari – con 11mila dipendenti fanno 117milioni di passeggeri». Alitalia si è fermata a 22 milioni di passeggeri (tra questi solo 2,3 milioni viaggiano sulle più ricche rotte intercontinentali).

L’altro intervento riguarda il lato dei ricavi: a ottobre partirà la nuova rotta per le Maldive, a breve sarà annunciato un collegamento per Nuova Dehli, da metà agosto verrà utilizzato il nuovo Boeing 777-300ER per il Sud America, mentre si sta ragionando di potenziare i voli con Los Angeles «Gli accordi sul Nord America -ha sottolineato Gubitosi – ci limitano, sono stati chiusi in una fase in cui Alitalia stava andando verso Air France, proveremo a migliorarli».

Intanto il M5 Stelle ha presentato un esposto all’Anac sostenendo che il collegio commissariale di Alitalia è composto da «soggetti in aperto conflitto di interessi» con la compagnia «se non direttamente coinvolti e correi della sua “malagestio», che potrebbero compromettere la ricerca delle responsabilità. Respinge le accuse al mittente, Enrico Laghi, spiegando di non essere stato coinvolto in passato nella gestione della compagnia – sedeva nel comitato di sorveglianza – e di non essere stato coinvolto in alcun procedimento giudiziario collegato alle precedenti gestioni: «Prima di accettare questo incarico ho fatto una valutazione puntuale, ho rinunciato ad alcuni incarichi, non ne ho accettati altri e sottoscritto l’autocertificazione».

Tornando al prestito ponte, il decreto legge verrà con ogni probabilità inserito nel decreto legge sulla manovra all’esame della commissione Bilancio della Camera.

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DiGiancarlo Paganini

Ius Soli: scusate, abbiamo scherzato!

IUS SOLI O IUS SOLA

Vignetta 29-9-17

 

Ius soli, anche Lorenzin affossa la riforma: “Riproviamoci”.
Boschi: “Mancano i numeri”

(Articolo da Repubblica.it: http://www.repubblica.it/politica/2017/09/27/news/ius_soli_anche_lorenzin_affossa_la_riforma_riproviamoci_nella_prossima_legislatura_-176616354/ )

Secondo la ministra della Salute ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital non ci sono più le condizioni per provare ad approvare la legge adesso: «Va portato come primo atto della prossima. Sarà in cima alla lista delle nostre prossime priorità”. A sera le fa eco la sottosegretaria

ROMA – Ius soli addio. Dopo Angelino Alfano, anche la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, esponente di Ap, affossa la legge che riforma la cittadinanza. Secondo Lorenzin, intervenuta a Circo Massimo su Radio Capital, non ci sono più le condizioni per provare ad approvarla adesso, in questo ultimo scorcio di legislatura: “Va portato come primo atto della prossima, perché è una norma che deve agevolare percorso di integrazione”.

Il testo attuale, approvato dalla Camera nell’ottobre 2015 anche con il voto degli alfaniani, andava emendato: “Da Montecitorio poteva uscire un po’ meglio”, afferma ancora la ministra che, sulla carta, si dice favorevole a una legge sulla cittadinanza che, però, dovrebbe puntare maggiormente sullo Ius culturae, coinvolgendo il sistema scolastico. In questo modo l’acquisizione di questo diritto arriverebbe solo dopo aver completato un intero ciclo di studi nel nostro Paese. Solo così, sostiene, la norma potrebbe essere compresa dagli italiani: “Quello che è passato nell’opinione pubblica, invece, è che tutti gli immigrati diventano italiani. Cosa non vera. Ma una norma così non sarebbe passata, sarebbe stata divisiva”.

Da un punto di vista parlamentare, poi, per la Lorenzin sarebbe un errore provare ad approvare la riforma adesso, magari mettendo la fiducia. “Bisognerebbe seguire la strada che ha portato al via libera al decreto vaccini: rinunciare alla fiducia per poter fare un percorso che apra a emendamenti, punti di trasformazione e a una maggioranza più ampia”. Discorso chiuso, però, almeno per il momento.

Che sia complicato “trovare i numeri in Parlamento” è anche il pensiero della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che alla Festa dell’Unità di Roma ha spieato: “È una legge giusta ed è una legge equilibrata, ma sappiamo che avere i numeri per approvare lo ius soli è complicato”.  “Oggi non abbiamo i numeri” ma “se alle prossime elezioni il Pd avrà una maggioranza numericamente più importante, lo ius soli sarà in cima al nostro programma”.

“Portare oggi nell’Aula del Senato lo ius soli significherebbe condannarlo a morte certa e definitiva” ha detto il capogruppo dei senatori dem, Luigi Zanda. I numeri mancherebbero anche se il governo ponesse la questione di fiducia, taglia corto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, che si dice disponibile a fare un tentativo dopo l’approvazione del Def. “Il punto è che senza Ap mancano 30 voti. Quei voti si trovano sul terreno del confronto politico senza crociate o guerre di religione, senza darsi botte in testa ogni cinque minuti ma con il compromesso. È poco eroico, ma lavorare a una mediazione e trovare una sintesi è l’unica cosa che può sbloccare la situazione. Quanto ai trenta voti, mancano anche con la fiducia, non è che se la metti quei voti germogliano…”.

Sinistra Italiana, che con Mdp ha proposto la calendarizzazione del provvedimento dopo il 4 ottobre (quando il Senato voterà il Def) non crede però alla versione del Partito democratico. “Noi abbiamo fatto dei conti che portano a risultati diversi perché solo nel gruppo misto almeno in 15 direbbero sì al provvedimento e anche nella stessa Alternativa popolare non tutti sono d’accordo con la linea di Alfano e si sono detti pronti a votare” ha spiega Loredana De Petris.

Mentre nella maggioranza si studiano strategie per racimolare consensi, Lega e Forza Italia festeggiano. Matteo Salvini esulta: “È una vittoria della Lega, dei cittadini e di tutti gli immigrati regolari e di buon senso. La cittadinanza non si regala, l’integrazione non è un biglietto per il luna park. Se ne facciano una ragione i buonisti e alcuni amici d’Oltretevere”. E Maurizio Gasparri: “Vince il no di Forza Italia a una legge assurda”.

DiGiancarlo Paganini

ILLUSTRAZIONI A TAGLIO UMORISTICO

C’è illustrazione e illustrazione…

Spesso articoli serissimi, dal taglio tecnico, filosofico o saggistico guadagnano appeal col corredo di illustrazioni a taglio umoristico o caricaturale.

Cosa intendo’? Sono illustrazioni “simpatiche”, “divertenti”, “smart” adatte insomma a far “bella figura” in moltissimi contesti. Beninteso, non in tutti.

Comunque, si va dal semplice personaggio che compie un’azione, alla “mascotte” aziendale, alla scena più complessa che può accompagnare o suscitare anche pensieri molto profondi. C’è spesso qualche particolare che evidenzia una forma latente di contraddizione (eh, brutta bestia l’umorismo…), ma sempre in maniera delicata e mai gratuitamente cattiva.

Per esempio…

Alcuni esempi di illustrazioni umoristiche realizzate a partire dai testi di Paolo Torriani, Ludovico Pensierosi e Fulvio A. Scocchera per la testata MasterMeeting, i famosi Paradossi di Wildpen, li trovate qui.

Qui di seguito alcuni esempi di realizzazioni a taglio umoristico, molte della quali a firma Wildpen, per le pubblicazioni più disparate.

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