Archivio dei tag Umorismo

DiGiancarlo Paganini

Sensazione Bowling

“Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”. Brutta sensazione. Come i Soldati di Ungaretti, spiamo trepidanti dal TG il nemico che si avvicina facendo strage. Un nemico invisibile ha sfondato il fronte e imperversa con le armi biologiche all’interno delle nostre linee: falcidia i veterani, gli eroici combattenti della prima linea e ora anche delle retroguardie. Persino la popolazione civile innocente. Un nemico cieco ma letale.

Per essere meno drammatici, anche se pur sempre di guerra si tratta, mi è venuta in mente l’immagine del Bowling: …e noi siamo i birilli.

La natura sa essere malvagia e senza scrupoli. Si spera sempre che il tiratore sia un brocco e sbagli mira. Ma che magra consolazione sapere che se anche non beccasse te, becca qualcun altro! Non è che riesci proprio a gioire. Anzi. Che strazio!

E comunque la partita è lunga, logorantemente troppo lunga…
Che Dio ci conservi la fede, la speranza e la carità!

DiGiancarlo Paganini

Guardandosi dentro

Dentro. Che abisso di smemoratezza, distrazione, vuoto, vigliaccheria, opportunismi e tentativi (ironici?) di riempire tutto con norme e regole da seguire. Sai benissimo che nulla garantisce, eppure ti ci attacchi sperando. Non è con le sole nostre forze che ne possiamo uscire. Evidente. Buio, dentro. Vuoto, dentro. Niente…

Eppure, se guardiamo bene, là in fondo, eppure così vicini a noi, che luce di fede, forza e testimonianza proviene da molti che in prima linea non si tirano indietro, hanno trovato un senso per la loro vita e per questo supportano quella degli altri e mettono a repentaglio la loro stessa vita per l’opera di un Altro e quindi per il bene di tutti.

Occorre accorgersene e seguirli. Almeno come desiderio, come atteggiamento nelle nostre piccole cose di tutti i giorni. L’Italia cambierà, si salverà, si riprenderà, solo a partire da questo fatto.

DiGiancarlo Paganini

ITALIA IN QUARANTENA

Condannati a una reclusione ai domiciliari, come mezza Italia. Fine pena, quando? E’ la domanda che sale dal cuore di tutti. Il problema è: a chi sale? A Chi sale?

Bastano hashtag, consigli, fake news, barzellette, canzoni alle finestre, flashmob per eliminare il pericolo? Esorcizzano e basta. Un po’ per dimenticare, per far ancora finta di niente o per farsi forza davanti all’angoscia. In tanti ci si fa forza. (…e ci si infetta pure). Ma basta?

Una malattia veramente insidiosa… e noi che pensavamo di essere al riparo da tutte le brutture, come se ci fosse dovuto! E’ un sorriso amaro quello di oggi. Oggi che ci raggiungono notizie di conoscenti morti e testimonianze di medici e infermieri spianati o comunque messi a durissima prova di fronte alle carrettate di defunti che ogni giorno devono accompagnare nel transito estremo, di fronte all’impotenza di non poter fare più nulla. Gente per cui si può solo balbettare, come ognuno sa e riesce, una preghiera di intercessione e conforto.

Riporto una bella frase di Vaclav Havel
(dissidente ed ex presidente della Cecoslovacchia, autore de “Il potere dei senza potere”):
” La speranza non è la stessa cosa dell’ottimismo.
Non si tratta della convinzione
che una cosa andrà a finir bene,
ma della certezza che quella cosa ha un senso,

indipendentemente da come andrà a finire.”
Teniamo viva la speranza*.

Se abbiamo una certezza solida nella vita. Ciao a tutti

*come dice in un suo bell’articolo il mio amico Maurizio Vitali

DiGiancarlo Paganini

MATTARELLA GOLPISCE IL NASCENTE GOVERNO LEGA-5 STELLE

UNA DEMOCRAZIA TIRANNICA? UNA TIRANNIA DEMOCRATICA? OSSIMORI A GOGO’

Comunque la si giri “a ghè un quaicos che ‘l va no”. (C’è qualcosa che non va o non convince appieno).

(NB: questo è un articolo che vorrebbe risultare “umoristico”, non cinico o cosmicamente pessimista come dice mia figlia). Ah, ah. Ridete o almeno sorridete! Se riuscite.

TANTE LE DOMANDE CHE NON CI FANNO DORMIRE…

A proposito di democrazia, Mattarella poteva impedire, come ha fatto, il nuovo governo già pronto bell’e servito in tavola o avrebbe solo dovuto opporsi con un parere “forte” al cosiddetto sedicente “Governo del cambiamento” gialloverde restando nelle prerogative che gli competono da Presidente della Repubblica Italiana? Si è sentito un po’ francese? C’è chi dice che invece era doveroso, prudente far così e ha fatto bene a stoppare i populisti e chi invece urla già al golpe e organizza un corteo su Roma.

Populista comunque è il peggior insulto che si può dare oggi ad un italiano. Fascista dimmerda è quasi un complimento tra educande.

Ma, il Parlamento serve ancora a qualcosa? Se sì, perché non è stato nemmeno interpellato? Perché il Presidente non ha dato anche un mandato esplorativo ad un esponente del centrodestra o dei Grillini per vedere se trovavano lì i numeri? O forse, essendo ancora una delle poche istituzioni votate non conta più nulla, tanto vale non interpellarlo? (poi lì sono inaffidabili, corrotti e mercanteggiano persino i voti!)

Per difendere la democrazia si possono usare metodi antidemocratici o poco democratici? E i metodi anticoncezionali? (No, perché vanno contro il Pene comune?)

Hitler era meglio segarlo da piccolo o permettergli di vincere le elezioni? E Stalin che non ha mai fatto elezioni?

Fottersene del responso delle urne del marzo scorso e affidare il mandato esplorativo per formare un aborto di esecutivo con scadenza estiva ad un alto esponente del FMI, (quindi non votato da nessuno – ancora! ), è neutrale o schierato, di destra o di sinistra, democratico o antidemocratico, fascista o antifascista?

E, già che ci siamo, la Spending Review che fine ha fatto? Quanto abbiamo risparmiato da quando c’è un commissario tecnico apposta? Abbiamo risparmiato il corrispettivo del suo emolumento?

…E ALTRE CHE NON CI FANNO SVEGLIARE

Conte non era un politico (solo alcuni fortunati infatti nascono col vitalizio del politico già nella culla). E invece Cottarelli fa finta di esserlo o di non esserlo a seconda delle opportunità?

I risparmi degli italiani si difendono solo affidandoli ai soliti noti amici degli amici dei nostri nemici? Qualche italiano normale riesce ancora a risparmiare qualche cosa?

Come mai l’Inghilterra non è mai entrata nell’Euro? E come mai appena ha potuto è uscita anche dall’Unione Europea? Risulta che la loro economia stia affondando oltremanica? Ah, ma è presto per dirlo e l’America è dalla loro parte.

Chi vincerà i Mondiali russi? Ancora Putin col 90% dei voti?

Maduro cosa pensa di noi? Lui ha una legge elettorale che funziona all’unanimità: le schede sono già prestampate col nome del vincitore e valgono come buono per il pacco alimentare. Impariamo.

E De Mita come ha fatto (ha 90 anni!) a farsi eleggere ancora sindaco di Nusco il 26 maggio 2014? E’ perché gli italiani desiderano il cambiamento? Ma Nusco è Italia o una enclave della Magna, magna Grecia?

Lo Spread da che parte sta? C’è chi dice che sia un signore francese di sinistra e chi dice che è un banchiere tedesco vicino alla Merkel, confondendolo con alcuni commissari europei dal tweet facile.

L’Europa che c… vuole da noi?

Savona a chi ha pestato i piedi dopo aver pestato una merda? (Era anche lui del giro, in fondo…)

Ma la guerra civile non era finita nel ’45? Qualcuno la rivorrebbe in auge?

Italia ai ferri: dalla padella alla brace democrazia

Italia ai ferri: dalla padella alla brace

POCHE CERTEZZE… E FORSE QUELLE POCHE SAREBBE MEGLIO NON AVERLE

Sulle urne è piombata una pietra tombale. Di certo c’è che la Repubblica Italiana non ha più nulla a che spartire col voto. Roba superata dalla storia: costa troppo e le risposte non sono mai molto chiare, si perde solo del tempo. L’espressione della volontà popolare, democrazia, in fondo è tendenzialmente populista, cioè brutta, rozza, ignorante e cattiva. Non sanno quello che fanno. Ci vorrebbe qualcuno (un profilo alto, però) così illuminato e decisionista che ci liberi dalla libertà di dover decidere. (L’ho già sentita…). Il problema degli illuminati è chi paga alla fine la loro bolletta.

Può essere comunque una soluzione. Sicura, già sperimentata. Tanti i Paesi da cui imparare, anche se noi ci siamo “fatti da sé”, autarchicamente anni fa, e non prendiamo lezioni da nessuno.

UN LIETO EVENTO?

Finalmente è appena stato concepito in provetta il Governo dei Mercati (o, in seconda battuta, di chi li governa), come ha ammesso papale papale il Presidente nella sua dichiarazione piccatissima dopo la bocciatura di Conte&Savona. Nascerà?
Calma, è in gestazione in questi giorni, ci vuole un po’ di fiducia, ma, Se nato, nascerà morto nella Camera ardente. Capita alle inseminazioni artificiali eterologhe. Per questo ci chiameranno alle esequie a fine Luglio. A governo vacante risponderà il popolo in vacanza. Dopo la campagna potremo scegliere tra mari e Monti. Così forse quel poco di voto pneumatico che verrà espresso rappresenterà una percentuale minima della popolazione.

Il vero funerale è quello alle ceneri della volontà popolare, requiem aeternam, amen. Puzzava di già. Ininfluente ancora una volta, anche a causa della stessa legge elettorale demenziale che ci ha portati fin qui.

Insomma, la querelle è innescata e chissà se quei campanilisti di Italiani si riappacificheranno prima o poi o se questa vicenda politica è tutta benzina sul fuoco dello scontro continuo. Che una volta era tra Greci e Troiani, tra Romani e Resto del mondo, tra Guelfi e Ghibellini, tra bianchi e negri, tra milanisti e interisti, tra scapoli e ammogliati, vegani e onnivori, tra fautori del Bene comune e del Mal comune mezzogaudio, tra democristiani e comunisti, tra Destra e Sinistra, e oggi si è aggiornata tra Globalisti e Sovranisti  (o Localisti che dir si voglia).

Lo scazzo cambia pelle.

Un cambiamento d’epoca epocale.

DiGiancarlo Paganini

ALFANO LASCIA LA POLITICA

ALFANO LASCIA LA POLITICA, ADDIO ACCORDO COL PD

L’ultima lite con Renzi poi il grande addio: Alfano getta la spugna

http://www.ilgiornale.it/news/politica/lultima-lite-renzi-poi-grande-addio-alfano-getta-spugna-1471398.html

Decisivo lo scontro sul biotestamento. In tv l’annuncio: “Alle elezioni non mi ricandido”

Alfano lascia la politica

Alfano lascia la politica, ma lei non se la prende…

DiGiancarlo Paganini

PRESTITO PONTE AD ALITALIA

Alitalia: dopo il prestito ponte (raddoppiato) di maggio, arriva la proroga di ottobre 2017

13 ottobre 2017 da Ansa.it: http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/10/13/manovra-ok-dal-cdm-al-decreto-fiscale.-torna-la-rottamazione-per-le-cartelle-_ab84aba8-f8d9-485e-ae05-f02bad7e5f33.html

Manovra: ok dal Cdm al decreto fiscale. Torna la rottamazione per le cartelle

Inserita la norma anti-scorrerie, lunedì possibile l’esame della delibera sul golden power

Via libera del Cdm al decreto fiscale. Torna, dunque, la rottamazione per le cartelle. La ministra dei Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha confermato che la legge di Bilancio approderà lunedì in consiglio dei ministri.

In quell’occasione è possibile che possa essere anche discussa una delibera sul golden power riguardo al caso Tim-Vivendi. Nel decreto fiscale approvato invece oggi è stata inserita la norma cosiddetta anti-scorrerie.

Il decreto fiscale approvato prevede, tra le altre norme, anche la proroga del prestito ponte per Alitalia.

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A maggio si era partiti con la cifra di circa 300 milioni, poi lievitati a 600 (ndr).

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da LA STAMPA: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-05-19/alitalia-basta-prestito-600-milioni-063732.shtml?uuid=AEbnfFPB&refresh_ce=1

IN PRIMO PIANO

«Alitalia, basta il prestito da 600 milioni»

ROMA – Il prestito ponte da 600 milioni per l’amministrazione straordinaria di Alitalia «basterà», secondo i commissari, tanto che si sta lavorando «per l’estate che praticamente è iniziata e vogliamo completare anche la stagione invernale, per superare l’anno».

Nell’audizione del collegio commissariale alla Camera, Luigi Gubitosi – insieme a Enrico Laghi e Stefano Paleari – ieri ha ribadito che la compagnia continuerà ad essere gestita in «totale continuità», si stanno facendo «i primi studi anche per l’estate 2018, magari lasceremo qualcosa in eredità» ai nuovi acquirenti che si stanno cercando sul mercato. Ma tutto ciò sarà possibile se saranno ottenuti i risparmi sui sovraccosti che si stanno per rinegoziare: dai leasing degli aerei (quasi due terzi della flotta di 123 velivoli è in affitto) si stimano fino a 90 milioni di risparmi, dall’hedging sul carburante si attendono fino a 120 milioni, ci sono poi i capitoli manutenzioni e costo del lavoro. Ancora non è stata fissato il nuovo incontro con i sindacati, ma entro la prima settimana di giugno i commissari puntano a rivedere le condizioni contrattuali. «Stiamo esaminando con molta pacatezza la questione in assenza di pregiudiziali – ha spiegato Stefano Paleari -. Quando si sarà trovato il posizionamento si affronterà il tema». Secondo Paleari in Alitalia «il problema non è il costo medio del lavoro, che non è tanto differente dalle altre compagnie, ma c’è un problema di numero che si affianca al costo unitario». La forza media retribuita equivalente a tempo pieno tra il 2015 e il 2016 è aumentata di 623 unità, da 10.134 a 10.757 e il tendenziale 2017 prevede un costo del lavoro ancora superiore al 2016, in assenza di correttivi. «Anche se non è corretto il confronto con Ryanair che ha un diverso modello di business – ha aggiunto Paleari – con 11mila dipendenti fanno 117milioni di passeggeri». Alitalia si è fermata a 22 milioni di passeggeri (tra questi solo 2,3 milioni viaggiano sulle più ricche rotte intercontinentali).

L’altro intervento riguarda il lato dei ricavi: a ottobre partirà la nuova rotta per le Maldive, a breve sarà annunciato un collegamento per Nuova Dehli, da metà agosto verrà utilizzato il nuovo Boeing 777-300ER per il Sud America, mentre si sta ragionando di potenziare i voli con Los Angeles «Gli accordi sul Nord America -ha sottolineato Gubitosi – ci limitano, sono stati chiusi in una fase in cui Alitalia stava andando verso Air France, proveremo a migliorarli».

Intanto il M5 Stelle ha presentato un esposto all’Anac sostenendo che il collegio commissariale di Alitalia è composto da «soggetti in aperto conflitto di interessi» con la compagnia «se non direttamente coinvolti e correi della sua “malagestio», che potrebbero compromettere la ricerca delle responsabilità. Respinge le accuse al mittente, Enrico Laghi, spiegando di non essere stato coinvolto in passato nella gestione della compagnia – sedeva nel comitato di sorveglianza – e di non essere stato coinvolto in alcun procedimento giudiziario collegato alle precedenti gestioni: «Prima di accettare questo incarico ho fatto una valutazione puntuale, ho rinunciato ad alcuni incarichi, non ne ho accettati altri e sottoscritto l’autocertificazione».

Tornando al prestito ponte, il decreto legge verrà con ogni probabilità inserito nel decreto legge sulla manovra all’esame della commissione Bilancio della Camera.

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DiGiancarlo Paganini

Ius Soli: scusate, abbiamo scherzato!

IUS SOLI O IUS SOLA

Vignetta 29-9-17

 

Ius soli, anche Lorenzin affossa la riforma: “Riproviamoci”.
Boschi: “Mancano i numeri”

(Articolo da Repubblica.it: http://www.repubblica.it/politica/2017/09/27/news/ius_soli_anche_lorenzin_affossa_la_riforma_riproviamoci_nella_prossima_legislatura_-176616354/ )

Secondo la ministra della Salute ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital non ci sono più le condizioni per provare ad approvare la legge adesso: «Va portato come primo atto della prossima. Sarà in cima alla lista delle nostre prossime priorità”. A sera le fa eco la sottosegretaria

ROMA – Ius soli addio. Dopo Angelino Alfano, anche la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, esponente di Ap, affossa la legge che riforma la cittadinanza. Secondo Lorenzin, intervenuta a Circo Massimo su Radio Capital, non ci sono più le condizioni per provare ad approvarla adesso, in questo ultimo scorcio di legislatura: “Va portato come primo atto della prossima, perché è una norma che deve agevolare percorso di integrazione”.

Il testo attuale, approvato dalla Camera nell’ottobre 2015 anche con il voto degli alfaniani, andava emendato: “Da Montecitorio poteva uscire un po’ meglio”, afferma ancora la ministra che, sulla carta, si dice favorevole a una legge sulla cittadinanza che, però, dovrebbe puntare maggiormente sullo Ius culturae, coinvolgendo il sistema scolastico. In questo modo l’acquisizione di questo diritto arriverebbe solo dopo aver completato un intero ciclo di studi nel nostro Paese. Solo così, sostiene, la norma potrebbe essere compresa dagli italiani: “Quello che è passato nell’opinione pubblica, invece, è che tutti gli immigrati diventano italiani. Cosa non vera. Ma una norma così non sarebbe passata, sarebbe stata divisiva”.

Da un punto di vista parlamentare, poi, per la Lorenzin sarebbe un errore provare ad approvare la riforma adesso, magari mettendo la fiducia. “Bisognerebbe seguire la strada che ha portato al via libera al decreto vaccini: rinunciare alla fiducia per poter fare un percorso che apra a emendamenti, punti di trasformazione e a una maggioranza più ampia”. Discorso chiuso, però, almeno per il momento.

Che sia complicato “trovare i numeri in Parlamento” è anche il pensiero della sottosegretaria Maria Elena Boschi, che alla Festa dell’Unità di Roma ha spieato: “È una legge giusta ed è una legge equilibrata, ma sappiamo che avere i numeri per approvare lo ius soli è complicato”.  “Oggi non abbiamo i numeri” ma “se alle prossime elezioni il Pd avrà una maggioranza numericamente più importante, lo ius soli sarà in cima al nostro programma”.

“Portare oggi nell’Aula del Senato lo ius soli significherebbe condannarlo a morte certa e definitiva” ha detto il capogruppo dei senatori dem, Luigi Zanda. I numeri mancherebbero anche se il governo ponesse la questione di fiducia, taglia corto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, che si dice disponibile a fare un tentativo dopo l’approvazione del Def. “Il punto è che senza Ap mancano 30 voti. Quei voti si trovano sul terreno del confronto politico senza crociate o guerre di religione, senza darsi botte in testa ogni cinque minuti ma con il compromesso. È poco eroico, ma lavorare a una mediazione e trovare una sintesi è l’unica cosa che può sbloccare la situazione. Quanto ai trenta voti, mancano anche con la fiducia, non è che se la metti quei voti germogliano…”.

Sinistra Italiana, che con Mdp ha proposto la calendarizzazione del provvedimento dopo il 4 ottobre (quando il Senato voterà il Def) non crede però alla versione del Partito democratico. “Noi abbiamo fatto dei conti che portano a risultati diversi perché solo nel gruppo misto almeno in 15 direbbero sì al provvedimento e anche nella stessa Alternativa popolare non tutti sono d’accordo con la linea di Alfano e si sono detti pronti a votare” ha spiega Loredana De Petris.

Mentre nella maggioranza si studiano strategie per racimolare consensi, Lega e Forza Italia festeggiano. Matteo Salvini esulta: “È una vittoria della Lega, dei cittadini e di tutti gli immigrati regolari e di buon senso. La cittadinanza non si regala, l’integrazione non è un biglietto per il luna park. Se ne facciano una ragione i buonisti e alcuni amici d’Oltretevere”. E Maurizio Gasparri: “Vince il no di Forza Italia a una legge assurda”.

DiGiancarlo Paganini

ILLUSTRAZIONI A TAGLIO UMORISTICO

C’è illustrazione e illustrazione…

Spesso articoli serissimi, dal taglio tecnico, filosofico o saggistico guadagnano appeal col corredo di illustrazioni a taglio umoristico o caricaturale.

Cosa intendo’? Sono illustrazioni “simpatiche”, “divertenti”, “smart” adatte insomma a far “bella figura” in moltissimi contesti. Beninteso, non in tutti.

Comunque, si va dal semplice personaggio che compie un’azione, alla “mascotte” aziendale, alla scena più complessa che può accompagnare o suscitare anche pensieri molto profondi. C’è spesso qualche particolare che evidenzia una forma latente di contraddizione (eh, brutta bestia l’umorismo…), ma sempre in maniera delicata e mai gratuitamente cattiva.

Per esempio…

Alcuni esempi di illustrazioni umoristiche realizzate a partire dai testi di Paolo Torriani, Ludovico Pensierosi e Fulvio A. Scocchera per la testata MasterMeeting, i famosi Paradossi di Wildpen, li trovate qui.

Qui di seguito alcuni esempi di realizzazioni a taglio umoristico, molte della quali a firma Wildpen, per le pubblicazioni più disparate.

GALLERY

DiGiancarlo Paganini

UMORISMO “SULLA NOTIZIA” DAY BY DAY

La fondazione di Wildpen

Nell’articolo introduttivo della sezione UMORISMO ho accennato alla svolta avvenuta con la fondazione di Wildpen srl nel 2000.

Società creata con un amico per realizzare quotidianamente vignette di attualità – (www.wildpen.it ) – e genericamente umoristiche su diversi quotidiani, pubblicazioni e magazine: Avvenire ed Eco di Bergamo in primis. L’Idea frullava nella testa già da anni, ma si concretizzò improvvisamente nel confronto col mio grande collega Rino D’Anna, (scomparso prematuramente nel 2005) giornalista strepitoso, caricaturista eccelso e vignettista dalla mano felicissima e dalle idee geniali. Sua l’idea e il disegnino del cavaliere, dalla stilo in resta, a cavallo della chiocciola, logo animato della società umoristica.

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DiGiancarlo Paganini

IL DIAMANTE – Organo d’informazione Lexmark

Dal 1991 ho iniziato a illustrare e impaginare “Il diamante”, un notiziario formato quartino tabloid curato dal mio amico Lorenzo Chiesa. La cosa è durata fino al 1995.

De “Il diamante”, periodico trimestrale di Lexmark (stampanti, nata come costola di IBM) realizzavo, a parte i testi di Lorenzo, tutto. Impaginazione con xpress, grafici, vignettona, ritocco foto, ecc. Poi portavo i file al mio stampatore e consegnavo al cliente gli “impianti”: pellicole e prove di stampa.

Metto online in gallery quello che mi è rimasto delle prime pagine come documentazione.

È interessante notare la rappresentazione illustrata a vignetta del tema di ogni numero. A volte si dovevano fare delle …”verticali” per creare qualcosa di sensato!…