Archivio dei tag Vignette quarantena

DiGiancarlo Paganini

Ce la faremo

Sì, così ce la faremo. Con le nostre sole forze no.

Dài Madunina, intercedi per noi, schiaccia la testa di quel demonio di virus maledetto! Non abbandonarci Madre pietosa e protettrice di noi milanesi!

Aiuta e sostieni i medici, gli infermieri, illumina gli scienziati, gli inventori e i ricercatori di questa nostra terra lombarda e del mondo nella cura dei troppi malati di Coronavirus! Noi alziamo gli occhi sopra la guglia più alta del nostro Duomo e ti imploriamo per tutte le vittime di questa pandemia, per chi ha perso una persona cara, per chi trepida per la sorte di un amico.

Cambia i nostri cuori e rendici più sensibili al dolore di tutte le vittime di questa battaglia (e di tutti quelli che nel mondo non possono neppure sognarsi l’assistenza e le cure che abbiamo noi): aumenta le nostre forze, sana le nostre divisioni, unisci i nostri cuori e volgili alla contemplazione di Tuo figlio in Croce, così che possa salvarci! Amen.

DiGiancarlo Paganini

Maschere e mascherine

Anche per questa vignetta devo ringraziare MACC.

Ma dove diavolo finiscono le tonnellate di mascherine, tute, protezioni personali che arrivano su carghi aerei speciali da tutto il mondo e che miriadi di aziende stanno producendo sul nostro territorio?

Anche togliendo dal novero quelle ricavate dalle mutandine di pizzo, dai pannolini recuperati, o quelle sequestrate dalla GdF perché frodi commerciali e fuori norma, perché quelle “sane” non arrivano come dovrebbero negli ospedali? Perdiana! Se qualcuno, (non solo il Governo), sta barando deve gettare la maschera; è ora che venga smascherato!

Se no, … ci manca l’aria… abbiamo bisogno di Respiratori e ossigeno! Non solo per sopravvivere in caso di ricovero. Ma anche per vivere quando la vita riprenderà coi suoi ritmi (si spera non proprio tutti quelli del passato!). Infatti, se si incrinasse la fiducia così a fatica conquistata agli Italiani, come gliela si renderà? Quello è il vero ossigeno della società civile: che non vada disperso tra i fumi neri ai quali ci siamo abituati.

Anche perché noi cittadini stiamo nel frattempo perdendo tutte le altre “protezioni personali”: diritti di mobilità, di privacy, di reddito, ecc. Ci stiamo aggrappando ancora alla FIDUCIA. Non ultimo nel fatto che tutto ciò sia solo temporaneo.

Stop, quindi, alle polemiche inutili, (ancora uno spettacolo penoso), chi deve indagare, indaghi al più presto, c’è gente che rischia la vita per queste mancanze e lungaggini!

P.S. E poi, comunque, polemica per polemica: davvero, c’è ancora qualcuno che si appella alla centralizzazione statale della sanità pubblica???!!! Incredibile… non si impara mai niente in questo Paese!

DiGiancarlo Paganini

SORPRESA!!!

Quest’anno per Pasqua nelle uova c’è una sorpresa molto amara. Non è cinica questa vignetta… Però, altro che giochini e pupazzetti da montare, stop ai personaggini dei cartoni animati, basta falsi gioielli e finte corone! Quest’anno c’è IL Corona! Il Killer, wanted n°1.

Ma non per questo la Pasqua è meno Pasqua. Una Quaresima e una Settimana Santa coi fiocchi ci faranno assaporare di più la Pasqua nel suo senso più vero: Uno, Gesù Cristo, ha vinto la morte, che è la cosa che ci terrorizza sopra ogni altra cosa e ci ha così rivelato che “Se uno vive e crede in Me, anche se muore vivrà”. Cioè non morirà in eterno. Quindi solo per un po’. Come Lui ci ha mostrato: il “Primogenito di coloro che risuscitano dai morti”.

Solo questa buona notizia ci può ridare speranza in questi tempi che ci hanno messo davanti tutta la fragilità, la finitudine che incombe mostruosa e che si è fatta così vicina col suo alito puzzolente. Solo per questo san Francesco ha potuto chiamarla “Sorella nostra morte corporale”. Auguri a tutti.

DiGiancarlo Paganini

Abbiamo un grande futuro…

…alle spalle. Frase umoristica e vera. Non è una affermazione pessimistica e negativa. Non è: “Non abbiamo futuro”. Anzi, proseguendo il ragionamento di ieri, poiché senza memoria non c’è futuro, per immaginare il futuro, per averne una visione il più possibile vera e realistica occorre non dimenticare il presente che diventa subito il passato.

L’esperienza, per essere tale, deve insegnare al presente: cosa ho imparato da questa situazione? Una cosa che si può imparare, per esempio è che non c’è nulla di automatico e che anche per imparare ci vuole pazienza e dedizione, lavoro, studio e fatica ed è poi facilissimo dimenticare. Almeno così accade a me.

Apprezzo quindi gli interventi che sono disincantati senza cadere nella negatività, come quello dell’Arcivescovo di Milano su “Il Giorno” online.

Cito la parte finale: “L’emergenza non è il momento adatto per trarre insegnamenti. Per di più non si sa né quando né come finirà. Se poi la città riprenderà la sua corsa, credo che non avrà tempo per pensare. Non avrà imparato niente. Ma credo che esistano i saggi, gli uomini e le donne che prendono il tempo per pensare, gente che non ama parlare molto, gente che non pronuncia giudizi affrettati, gente capace di ascoltare, gente umile, gente convinta che principio della sapienza è il timore del Signore (Prv 9,10). Esistono i saggi. Loro ci aiuteranno”.

Ecco, speriamo che non manchino i saggi (e ognuno di noi può esserlo) e che ci aiutino a vedere la realtà tutta intera. Sono certo che non mancano perché già ci sono.

DiGiancarlo Paganini

Imparare dagli errori

Un grazie di cuore al mio amico Macc, ovvero Livio, antico sodale di vignette di Wildpen, del quale mi ricordavo la battuta (dei tempi di Berlusconi, Fini e Bossi).

L’ho riadattata alla situazione odierna, mutatis mutandis.

La vignetta con la battuta di Macc
del 28-6-2003

Infatti, se è vero che il passato, la storia, ci dovrà essere maestra, la fiducia che noi Italiani possiamo imparare anche le cose buone, a volta lascia il posto allo scoramento. Certe notizie abbatterebbero un baobab secolare. Ma come diavolo si fa ad andare a rapinare un supermercato palermitano, in perfetto stile mafioso, per fomentare la rivolta sociale, in un simile momento? Vabbé essere delinquenti, ma uno spera sempre in un briciolo di intelligenza, no?

Ok, forza, abbiamo così tanta fantasia e capacità di problem solving che non riusciranno ad abbatterci. Sempre che sia usata per il meglio, ovviamente.

DiGiancarlo Paganini

I Tempi del Coronavirus

O i tempi adatti alla meditazione. Tempi aperti al passato e al futuro, ma soprattutto al Presente. Finalmente. Se non vediamo bene il presente come interpreteremo il passato e quindi immagineremo il futuro?

Un impegno collettivo nel quale ognuno è chiamato dalla situazione, per il bene suo e degli altri, con tutta l’esperienza, le competenze, la fantasia, l’imprenditorialità, la capacità di lavoro, di altruismo, di donazione, di fede, speranza e carità, a immaginare e provare un futuro diverso e possibilmente migliore.

Quanti esempi luminosi!!! Mettiamo a frutto tutto questo presente che già c’è, osservando innanzitutto bene il Bene presente: ciò che regge, che funziona, che è capace di cambiamento, che porta innovazione, che è pieno di umanità, che introduce ad una speranza concreta, non velleitaria, non ideologica, ma condivisibile e umana.

L’imprevisto ci ha sorpreso: paradossalmente, facciamoci sorprendere (e cambiare) dall’Imprevisto!

DiGiancarlo Paganini

Dov’è il colpevole?

Complottisti e dietrologi riavanzano i loro dubbi circa la natura e l’origine del maledetto Coronavirus: secondo loro è stato creato in laboratorio da una (o più) “potenza” cattiva e senza scrupoli. Confutati ovviamente da dati scientifici inoppugnabili circa la struttura del DNA del virus. E poi manca il movente, visto che tutto il mondo la sta pagando e la pagherà molto cara, quindi “Cui prodest?” A chi giova?

Al di là della boutade ricorrente trovo che l’ipotesi complottista sia molto affascinante. Mesi fa avevo anche io prestato orecchio a quella sirena. In realtà, il fascino ammaliante di questo genere di posizione è dovuto al moralismo perverso e pericoloso che la sottende: Dov’è il colpevole e chi è? Basta. Individuato il colpevole, noi-tutti-gli-altri-che-non-lo-siamo, siamo a posto e dalla parte giusta, non dobbiamo pagare nulla, dobbiamo chiedere giustizia e rimborsi e soprattutto non dobbiamo cambiare nulla. Comodo. E immorale.

Proprio il contrario di ciò che questa situazione richiede. O no? Il vero nemico, il vero colpevole pericoloso per la ricostruzione sarà proprio questo immobilismo moralista e giustizialista: al diavolo!!!

DiGiancarlo Paganini

Il tempo e l’eternità

Oggi mi sono ri-imbattuto in una frase di Simone Weil, alla quale in precedenza non avevo dato così peso: “Il tempo è l’attesa di Dio che mendica il nostro amore”. Rileggendola oggi invece mi ha colpito. Sarà che il tempo, di questi tempi, si è dilatato, per alcuni si è ristretto, per troppi è, ahimé, finito.

Ma allora cos’è il tempo? Bisognerebbe scomodare sant’Agostino o altri santi e filosofi per sviscerare meglio il tema. Non sono preparato a tanto. Pensare che però questo tempo (proprio questo!) ci sia dato personalmente da Qualcuno che mendica il nostro amore, implica una responsabilità di fronte a una Persona. Non più qualcosa di impersonale, neutrale, che c’è e basta: questo cambia oggettivamente tutto. Lo sguardo con cui si osservano le cose e la vita.

Allora il tempo è relativo all’eternità, anzi ne diviene un elemento, non più finito perché confluisce nell’infinito. Mi rendo conto che questa non è una vignetta: forse è più una illustrazione che al massimo fa sorridere o pensare. O incazzare. Vabbé… perdonatemi, sarà il Coronavirus.

DiGiancarlo Paganini

Sensazione Bowling

“Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”. Brutta sensazione. Come i Soldati di Ungaretti, spiamo trepidanti dal TG il nemico che si avvicina facendo strage. Un nemico invisibile ha sfondato il fronte e imperversa con le armi biologiche all’interno delle nostre linee: falcidia i veterani, gli eroici combattenti della prima linea e ora anche delle retroguardie. Persino la popolazione civile innocente. Un nemico cieco ma letale.

Per essere meno drammatici, anche se pur sempre di guerra si tratta, mi è venuta in mente l’immagine del Bowling: …e noi siamo i birilli.

La natura sa essere malvagia e senza scrupoli. Si spera sempre che il tiratore sia un brocco e sbagli mira. Ma che magra consolazione sapere che se anche non beccasse te, becca qualcun altro! Non è che riesci proprio a gioire. Anzi. Che strazio!

E comunque la partita è lunga, logorantemente troppo lunga…
Che Dio ci conservi la fede, la speranza e la carità!

DiGiancarlo Paganini

Guardandosi dentro

Dentro. Che abisso di smemoratezza, distrazione, vuoto, vigliaccheria, opportunismi e tentativi (ironici?) di riempire tutto con norme e regole da seguire. Sai benissimo che nulla garantisce, eppure ti ci attacchi sperando. Non è con le sole nostre forze che ne possiamo uscire. Evidente. Buio, dentro. Vuoto, dentro. Niente…

Eppure, se guardiamo bene, là in fondo, eppure così vicini a noi, che luce di fede, forza e testimonianza proviene da molti che in prima linea non si tirano indietro, hanno trovato un senso per la loro vita e per questo supportano quella degli altri e mettono a repentaglio la loro stessa vita per l’opera di un Altro e quindi per il bene di tutti.

Occorre accorgersene e seguirli. Almeno come desiderio, come atteggiamento nelle nostre piccole cose di tutti i giorni. L’Italia cambierà, si salverà, si riprenderà, solo a partire da questo fatto.