Dopo san Francesco, Santa Chiara d’Assisi. Una promessa mantenuta ( e… menomale!)
Nel precedente post sull’Icona di san Francesco d’Assisi avevo fatto la promessa che non mi sarei dimenticato di “scrivere” un’icona sbalzata e smaltata dell’amata “sorella” Santa Chiara d’Assisi. Sorella Chiara. (Che è anche, guardacaso, il nome della mia sorella minore).
Santa Chiara (Pittore Carlo Crivelli)
Oltretutto la santa mi piace molto perché è l’esempio di un cristiano che per seguire meglio Cristo si mette naturalmente a seguire l’amico (Francesco) che più l’aiuta a donarsi totalmente, semplicemente, senza riserve, “sine glossa”, a Dio. E, riconoscendo la comunione che la lega visceralmente all’amico, si trova ad essere iniziatrice di una nuova comunità composta da altre sorelle e compagne che si mettono a seguire lei, che segue lui. E lui chi segue? Segue Cristo affidando il suo carisma al papa, Innocenzo III che gli approva la Regola (nonostante avesse un caratteraccio ostile, pare).
(Il successivo papa, Onorio III conferma definitivamente con la bolla “Solet Annuere” la regola del suo ordine. Solo due anni dopo la morte Francesco viene proclamato santo da papa Gregorio IX, quindi esempio da seguire con sicurezza per tutti). In questo modo Francesco “salva” il suo carisma dal decadimento a setta, cosa purtroppo comune a moltissimi movimenti pauperistici e riformisti del tempo. Ma nella storia della Chiesa è sempre stato così, vedi, secoli dopo, la vicenda di sant’Ignazio di Loyola per esempio.
In sintesi, una storia d’amore dell’altro mondo. In questo mondo. Ecco, un po’ per riconoscenza per questo esempio, qui in questo post descriverò tutta l’elaborazione materiale di questa Icona, volutamente gemella dell’altra. Quella dell’amico. Però mi aspettavo già una serie di difficoltà che mi sarebbero capitate nel tentativo di ottenere quella somiglianza nella resa finale. Perché? Perchè non avete idea di quante cose possono andare storte e rovinare il lavoro strada facendo. Già in partenza, guardacaso…
Una sorpresa sgradita
Come vi ricorderete l’ispirazione per queste icone mi era venuta osservando uno dei disegni di mio padre Ettore Paganini: era una bellissima bifora che rappresentava i due santi di Assisi. Ve la riporto ancora qui:
San Francesco e santa Chiara d’Assisi – disegno di Ettore Paganini
Fatto San Francesco ora mi dispongo a realizzare anche l’icona della santa, per cui in Illustrator, dove avevo sistemato la prima icona, creo un’altra tavola di disegno e copio tutta l’architettura pari-pari e sostituisco il solo disegno della figura inserita. Faccio il mio bel pdf e lo stampo. Che strano! Mi sembra un po’ più piccolo rispetto al primo. Boh, verifico ed è proprio così. Cavoli, ma cosa può essere successo? Ma quando mai ho rimpicciolito -e mica di poco- nel frattempo il disegno? Boh, mi resta tuttora un mistero; fatto sta che devo ingrandire in proporzione il tutto in modo da avere una stampa delle stesse misure. A momenti… Vabbè, prima difficoltà superata. Fisso il foglio sulla lastra di ottone e inizio lo sbalzo incidendovi il disegno. Siamo al 25 febbraio.
Disegno adattato (come quello di san Francesco) di Santa Chiara d’Assisi
Lo sbalzo procede rapidamente
Ormai tutte le fasi della lavorazione le sapete tutti a memoria, per cui metto qui solo le foto che le documentano.
Retro dello sbalzo, in fieriFronte della lastra sbalzata dell’icona di Santa Chiara d’Assisi, in fieriFronte dello sbalzo con le alette tagliate e aperteRetro dello sbalzo con le alette aperte, pronto per accogliere la lastra di masonite incollataIncollaggio della masonite nel retro dello sbalzo, sotto pressioneSanta Chiara d’Assisi, lo sbalzo finito con le alette piegate e incollate sul retro
Si passa alla smaltatura coi colori Marabu da vetro/ceramica
Ora occorre smaltare usando i nuovi colori usati già per san Francesco (se volete andate a leggere il post). Ma, prima devo verificare se ho lunghezza sufficiente di cornicetta di ottone, quella trovata fortunosamente nel locale pattumiera del condominio. Al pelo (mi avanzano si e no 8 cm)… fiuuuttt!
Li taglio in misura (sono differenti di qualche decimo di millimetro rispetto alle precedenti, evidentemente l’ingrandimento era un filo diverso, ma me le faccio andar bene lo stesso) e provo ad appoggiarle sulla lastra per la verifica finale. A posto. Proseguo con la smaltatura e poi faccio la foto dell’icona smaltata con a fianco la cornicetta che dovrò incollare dopo la prossima fase.
Santa Chiara d’Assisi, smalto finito e cornicetta
E ora, Santa Chiara al forno!
No, non è una ricetta nazista, non sono così blasfemo o irrispettoso: la cottura degli smalti della Marabu PORCELAIN&GLAS in forno (quello di cucina per 30 minuti a 160°) serve a fissarli al supporto e a renderli più resistenti, tanto che nelle istruzioni c’è scritto che possono andare poi anche in lavastoviglie. Quegli smalti epossidici infatti sono stati creati per decorare tazze e bicchieri più che icone sacre… ma, tant’è!
Santa Chiara d’Assisi al forno
E ora la fase di resinatura
Non so se vi ho mai fatto vedere la costruzione della cassaforma. Di solito prendo 4 listelli di legno belli lisci e rivestiti di un adesivo distaccante, li incollo col silicone ad un piano rivestito a sua volta di adesivo distaccante, mettendo al loro interno l’icona da resinare (fissata al fondo con dei quadratini di biadesivo spesso e usando dei distanziatori di plastica che mi danno un paio di millimetri di aria sui bordi. Poi faccio asciugare il silicone tenendo tutto il castello sotto pressione per farlo aderire bene al fondo in modo che non ci siano fuoriuscite di resina liquida, silicono altre giunture dei listelli e poi…
Costruzione della cassaforma coi distanziatori. (Si nota il silicone sul listello da ribaltare e incollare)Incollaggio della cassaforma sotto pressione.
Poi si cola, evidente! Calcolo la quantità di ICrystal della Resin Pro, mescolo i due componenti, cerco di eliminare le maledette bolle che si creano sempre (e mi sa che mi dovrò comprare una piccola pompa autoclave apposita per questo scopo, ma costa una sessantina di euro su Amazon, per roba di qualità cinese. L’esperimento fatto oggi con un barattolo di vetro col coperchio di plastica bucato in cui inserire il tubo dell’aspirapolvere per ottenere il vuoto, è andato malissimo, perché iniziava ad aspiarare in un vortice anche la resina liquida dal bicchierino inserito…NOOOOOO!!!!), e poi colo adagio sull’icona il prezioso e dispettoso miscuglio epossidico. Buco un po’ di bolle con uno spillo e quando mi sembra tutto a posto copro il “castello” in modo che non prenda polvere che potrebbe rovinare l’effetto lucido finale.
Colata di resina sull’Icona nella cassaforma
Si impara ad attendere, l’impazienza è assolutamente vietata
E ora devi per forza metterti a fare altro, perché è la fase dell’attesa. Serve molto anche quella… è educativa. Sale sempre una preghierina perché tutto vada nel migliore dei modi (non fa piacere a nessuno perdere un lavoro in cui si è dedicato tempo (il lavoro è iniziato il 25 febbraio e siamo già al 5 marzo…), attenzione, arte (?) perizia tecnica e denari). Anche i fonditori di campane di Agnone so che, al momento della colata di bronzo fuso, fanno prima una cerimonia religiosa coi controfiocchi e fors’anche una santa Messa propiziatoria perché tutto fili liscio e il risultato non faccia buttare nel cesso mesi di lavoro. Nel mio piccolo, non arrivo a tanto, ma un pensierino lo faccio anch’io.
Un paio di giorni dopo
Il tempo consigliato è quello, per evitare di rovinare il lavoro. C’è chi attende anche di più. Io, quando vedo che la reazione è completata, (la resina è indurita e sul piccolo campione, che colo sempre a parte, vedo che non restano impronte digitali) inizio a staccare i listelli della cassaforma per sgusciare l’icona resinata. Sembra facile! Nonostante tutti gli accorgimenti qualcosa è colato fuori incollando tenacemente un paio di listelli al legno…
Difetto di colata dalla cassaforma
Oltretutto, per arginare la fuoriuscita avevo posizionato dei tassellini di legno vicino ai listelli, non pensando che poi mi sarebbero stati nemici tenacissimi da staccare. Vabbé, tra morti e feriti sguscio l’Icona e valuto come e cosa andare a limare sui bordi e come sistemare il retro.
Santa Chiara sgusciata dalla cassaformaRetro con buchi e difetti. Si notano gli alloggiamenti dei 4 tassellini di biadesivo spesso e una bolla che non era uscita dal retro… maledetta. Però, in fondo non male.
Penso ai supporti mentre sistemo il retro dell’icona
Si tratta di fare un’ulteriore piccola colata sul retro, per sistemare nei 4 alloggiamenti i fermagli “Stella” e per chiudere la bolla. Basterà qualche grammo di miscela, una cassaforma leggera di nastro adesivo per sicurezza sui bordi (che nulla coli sul fronte rovinandolo) e tanta, tanta pazienza. Per i supporti ho pensato, come per san Francesco di lasciare aperte ben tre possibilità di ostensione: 1) Buchino in alto per appendere l’icona così com’è ad un chiodino nel muro; 2) supporto di ferro ad angolo per ottenere un soprammobile da comodino; 3) possibilità di fissare l’icona in un quadro più grande con i 4 fermagli passanti nel fondo del quadro. Più di così!!!
Retro con i supporti e i fermagli
Icona terminata
Bene, dopo aver opportunamente spianato, levigato e lucidato i bordi della resina, l’icona è terminata felicemente. (Siamo al 7 marzo!) Eccola! Un grazie anche a santa Chiara d’Assisi, che evidentemente, come san Francesco, ci ha messo del suo… eccome!
Santa Chiara finita, fronte
Ed eccoli insieme! L’icona ricomposta
Eccoli di nuovo insieme i due santi! Devo dire che sono molto soddisfatto del risultato. Anche questa è stata una sfida dalla quale ho imparato un mucchio di cose e ho consolidato alcune soluzioni a problemi difficili da risolvere (ad esempio il retro che si stacca dal fondo) e che in passato sono stati molto pesanti. Avevo paura a rimettermi ad usare le resine dopo qualche esperimento finito male, ma ora mi sono riconciliato con la tecnica della resina. LaICrystal di ResinProè molto affidabile e oramai la conosco bene. Qualche prenotazione è già nell’aria, (anzi!: aggiornamento del 14-3: le due icone, la coppia Francesco e Chiara, sono già state acquistatate oggi, devo solo consegnarle). Intanto sto già finendo un’altra piccolissima icona, quasi una miniatura… ad uso personale stavolta, ma sarà oggetto del prossimo post. Alla prossima!
Santa Chiara in coppia con san Francesco
Stiamo sotto la loro protezione in questi tempi difficili con venti di guerra.
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