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DiGiancarlo Paganini

Furto al Cimitero Maggiore di Musocco (MI)

Un “Furto della Madonna”. Non so con esattezza quando, suppongo nei primi mesi del 2026, (me ne sono accorto solo il 7-3-26 e a novembre 2025 c’era di sicuro), ma è stata rubata una mia Madonnina a sbalzo al Cimitero Maggiore di Milano. Era sul monumento funebre degli zii Ilde e Michele. Mi sono sentito proprio colpito con violenza gratuita a livello affettivo. Ma perché un simile gesto di sfregio e profanazione? Per il valore dell’opera? Ma mi faccia il piacere! Che poveracci che ci sono in giro! Ho dovuto quindi rifarla e andare a ri-fissarla sulla lapide, perché non mi sembrava giusto che mancasse il segno della protezione di Maria nel luogo del loro riposo in attesa della Resurrezione.

La lapide profanata “spoglia”. In alto a dx i 4 fori lasciati

Se c’è una cosa per me insopportabile è rifare cose già fatte

Pazienza! Fortunatamente in archivio avevo l’immagine di partenza per eseguire lo sbalzo uguale al precedente. Poichè era evidentemente più piccola di quella già realizzata, mediante le foto che mostravano in background il piano millimetrato da taglio, recupero le dimensioni originali. Poi devo fare comunque un sopralluogo per segnare su una dima di carta in misura le posizioni dei buchi esistenti nella lastra di marmo, che il marmista (non era stato nè molto preciso, né molto furbo) aveva riempito di silicone per fissare lo sbalzo con le 4 “spine” sul retro.

Ora ho tutti gli elementi per cominciare

Con la dima forata e la stampa del disegno ho tutto ciò che serve per iniziare lo sbalzo che realizzerò, come il primo su lastra di alluminio. Solita procedura (con meno errori). Nella lastra di masonite del retro fisso i quattro vitoni autofilettanti che fanno da spine per il fissaggio. Il 30-3 lo sbalzo è terminato.

Posso anche finirla subito a smalto, ma prima…

Ragazzi, scottato da questa brutta esperienza penso di “pararmi le terga”, in caso di reiterazione del reato, facendo un calco in silicone per poter eventualmente ricreare ulteriori copie in resina della Madonnina, con meno sbattimento.

Ok, si smalti!

In poco tempo smalto con i miei smalti epossidici per vetro della DEKA il fondo e le aureole, ripassando con velature di nero i contorni delle figure.

Smaltatura in fieri
Lo smalto è terminato

Adesso però occorre proteggere la superficie

Non si può pensare che uno sbalzo di questo genere possa resistere, non dico alle intemperie perché la lapide è nei corridoi al coperto, (ma non al chiuso), ma quantomeno alla polvere, all’aria, ai malintenzionati o agli sbadati e quindi devo ricoprire il tutto, oltre che con una stesura di Macota 100, con uno strato spesso e solido di resina trasparente. Il tutto mi porta via altri tre giorni. Però il risultato ne valeva la pena.

Finita la resinatura; qui i bordi sono ancora da levigare

Il 2 Aprile lo fisso sulla lapide

Una volta terminato il lavoro mi reco al cimitero munito di mola per pulire bene i buchi dal vecchio silicone, scotch di carta, tasselli di polistirolo, mastice da marmista bi-componente, spatola e tavolozza per la miscela. Fisso la formella con le spine nei fori riempiti di mastice e attendo una ventina di minuti perché il mastice solidifichi. Ora dovrebbe essere a prova di deficienti e ladri. (Lo spero perché la specie dei deficienti, come quella dei ladri, evolve in continuazione…)

La formella tenuta in posizione mentre solidifica il mastice
La formella fissata sulla lapide degli zii. Pregate per noi!
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La prima copia in resina poliuretanica

Ragazzi, non stavo nella pelle! Dopo che ho realizzato il calco in silicone (come scrivevo sopra, perché non si sa mai come evolvono i deficienti) non vedevo l’ora di fare una prova con la nuova resina poliuretanica I-White di Resin-Pro che indurisce in 30 minuti e con i nuovi pigmenti in polvere 4EVER PIGMENTS di Reschimica, micacei e metallizzati che creano effetti meravigliosi, mescolandoli a piacimento tra loro

Resina e pigmenti usati per la copia
Il calco in silicone. Sul bordo a sinistra e in alto si vedono delle spennellate di pigmento. Il resto è stato inglobato nella superficie della resina colata.

La procedura per realizzare un calco in resina poliuretanica dallo stampo in silicone

Spennello per bene sullo stampo, in modo da non lasciare lacune, il pigmento in polvere (in questo caso ho usato una miscela di bianco-argento perlaceo della Abralux con un po’ di Serpens 4EVER. Preparo la miscela 1:1,1 di I-White (prima un po’ di pigmento oro solo nella A) e la verso nello stampo. Strepitosa (e poco controllabile, data la velocità) la solidificazione della resina. Appena solidificata incollo sul retro le spine per fissaggio (o in una cornice o su una lapide marmorea) e verso poi un secondo strato di resina a fissare il tutto. In breve la formella “sbalzata” è terminata.

La formella da poco sgusciata e con una prima stesura di smalto. E’ incredibile la sensazione metallica che sono in grado di rendere questi pigmenti!

Le fasi finali

Smaltatura terminata

Un passaggio di fissativo Macota sulla parte col pigmento perlaceo/metallico, smaltatura coi colori per vetro, valorizzazione dei tratti con velature di smalto nero…

Passaggio a forno della resinatura UV

… e protezione finale con resina UV in fornetto x unghie. Et voilà! Per ora incornicio ed è finita.

Finita e incorniciata
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