Un “Furto della Madonna”. Non so con esattezza quando, suppongo nei primi mesi del 2026, (me ne sono accorto solo il 7-3-26 e a novembre 2025 c’era di sicuro), ma è stata rubata una mia Madonnina a sbalzo al Cimitero Maggioredi Milano. Era sul monumento funebre degli zii Ilde e Michele. Mi sono sentito proprio colpito con violenza gratuita a livello affettivo. Ma perché un simile gesto di sfregio e profanazione? Per il valore dell’opera? Ma mi faccia il piacere! Che poveracci che ci sono in giro! Ho dovuto quindi rifarla e andare a ri-fissarla sulla lapide, perché non mi sembrava giusto che mancasse il segno della protezione di Maria nel luogo del loro riposo in attesa della Resurrezione.
La lapide profanata “spoglia”. In alto a dx i 4 fori lasciati
Se c’è una cosa per me insopportabile è rifare cose già fatte
Pazienza! Fortunatamente in archivio avevo l’immagine di partenza per eseguire lo sbalzo uguale al precedente. Poichè era evidentemente più piccola di quella già realizzata, mediante le foto che mostravano in background il piano millimetrato da taglio, recupero le dimensioni originali. Poi devo fare comunque un sopralluogo per segnare su una dima di carta in misura le posizioni dei buchi esistenti nella lastra di marmo, che il marmista (non era stato nè molto preciso, né molto furbo) aveva riempito di silicone per fissare lo sbalzo con le 4 “spine” sul retro.
Ora ho tutti gli elementi per cominciare
Con la dima forata e la stampa del disegno ho tutto ciò che serve per iniziare lo sbalzo che realizzerò, come il primo su lastra di alluminio. Solita procedura (con meno errori). Nella lastra di masonite del retro fisso i quattro vitoni autofilettanti che fanno da spine per il fissaggio. Il 30-3 lo sbalzo è terminato.
Posso anche finirla subito a smalto, ma prima…
Ragazzi, scottato da questa brutta esperienza penso di “pararmi le terga”, in caso di reiterazione del reato, facendo un calco in silicone per poter eventualmente ricreare ulteriori copie in resina della Madonnina, con meno sbattimento.
Non si può pensare che uno sbalzo di questo genere possa resistere, non dico alle intemperie perché la lapide è nei corridoi al coperto, (ma non al chiuso), ma quantomeno alla polvere, all’aria, ai malintenzionati o agli sbadati e quindi devo ricoprire il tutto, oltre che con una stesura di Macota 100, con uno strato spesso e solido di resina trasparente. Il tutto mi porta via altri tre giorni. Però il risultato ne valeva la pena.
Finita la resinatura; qui i bordi sono ancora da levigare
Il 2 Aprile lo fisso sulla lapide
Una volta terminato il lavoro mi reco al cimitero munito di mola per pulire bene i buchi dal vecchio silicone, scotch di carta, tasselli di polistirolo, mastice da marmista bi-componente, spatola e tavolozza per la miscela. Fisso la formella con le spine nei fori riempiti di mastice e attendo una ventina di minuti perché il mastice solidifichi. Ora dovrebbe essere a prova di deficienti e ladri. (Lo spero perché la specie dei deficienti, come quella dei ladri, evolve in continuazione…)
La formella tenuta in posizione mentre solidifica il masticeLa formella fissata sulla lapide degli zii. Pregate per noi!
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La prima copia in resina poliuretanica
Ragazzi, non stavo nella pelle! Dopo che ho realizzato il calco in silicone (come scrivevo sopra, perché non si sa mai come evolvono i deficienti) non vedevo l’ora di fare una prova con la nuova resina poliuretanica I-White di Resin-Pro che indurisce in 30 minuti e con i nuovi pigmenti in polvere 4EVER PIGMENTS di Reschimica, micacei e metallizzati che creano effetti meravigliosi, mescolandoli a piacimento tra loro
Resina e pigmenti usati per la copiaIl calco in silicone. Sul bordo a sinistra e in alto si vedono delle spennellate di pigmento. Il resto è stato inglobato nella superficie della resina colata.
La procedura per realizzare un calco in resina poliuretanica dallo stampo in silicone
Spennello per bene sullo stampo, in modo da non lasciare lacune, il pigmento in polvere (in questo caso ho usato una miscela di bianco-argento perlaceo della Abralux con un po’ di Serpens 4EVER. Preparo la miscela 1:1,1 di I-White (prima un po’ di pigmento oro solo nella A) e la verso nello stampo. Strepitosa (e poco controllabile, data la velocità) la solidificazione della resina. Appena solidificata incollo sul retro le spine per fissaggio (o in una cornice o su una lapide marmorea) e verso poi un secondo strato di resina a fissare il tutto. In breve la formella “sbalzata” è terminata.
La formella da poco sgusciata e con una prima stesura di smalto. E’ incredibile la sensazione metallica che sono in grado di rendere questi pigmenti!
Le fasi finali
Smaltatura terminata
Un passaggio di fissativo Macota sulla parte col pigmento perlaceo/metallico, smaltatura coi colori per vetro, valorizzazione dei tratti con velature di smalto nero…
Passaggio a forno della resinatura UV
… e protezione finale con resina UV in fornetto x unghie. Et voilà! Per ora incornicio ed è finita.
Sbalzo smaltato per Fabio G. (anzi, per sua figlia)
Questa è la volta di Santa Teresina del Bambin Gesù. Anche il mese di marzo 2021 non poteva infatti vedermi con le mani in mano, dal punto di vista delle Icone a sbalzo. Terminata l’epopea della “Pace del Buon Pastore”, terminata la sua copia n° 1 e portata a metà la copia n° 2, mi sono giunte, forse sull’onda lunga dell’entusiasmo per la Copertina di Evangeliario, una serie di commesse abbastanza particolari.
Ci sono delle novità
Per la prima volta mi devo cimentare con opere non derivate dall’archivio di bozzetti di mio papà, ma sviluppate con disegni e sbalzi del tutto originali e anche difficili da punto di vista tecnico realizzativo, Il mio carissimo Fabio chiede ben tre opere: la prima, da regalare a sua figlia, ha come soggetto santa Teresina del Bambin Gesù. Santa che, essendo abbastanza moderna, può vantare diversi ritratti fotografici. Se non ricordo male una consorella carmelitana era appassionata di fotografia e l’ha raffigurata in diversi momenti della loro vita di monastero. Le altre opere da fare saranno una Crocifissione e una Resurrezione, (che eseguirò invece a partire dall’archivio paterno) e di cui vi darò conto al loro momento, cioè presto, spero.
Apro una parentesi
Le altre opere su disegni originali richieste da altri amici sono un Cristo degli abissi di san Fruttuoso, richiestomi da Daniela L., una mia cara amica ex compagna di liceo, dopo aver visto il mio evangeliario. e un ritratto di genitori, richiestomi da un altro amico, che ho messo in coda alle richieste.
La mia Santa Teresina del Bambin Gesù
Veniamo alla santa Teresina: dopo una ricerca di immagini in internet, decido di riprodurre la famosa foto in cui la santa posa col suo abito carmelitano, con un giglio fra le mani, vicino ad una grande croce, sullo sfondo di un muro con rampicante e altre piante. Mi sembra, tra tutte, l’immagine che più si presta alla realizzazione dello sbalzo.
In questa foto presa da internet si vede bene il suo volto dolce e deciso ad un tempo. Il fondo dovrà essere semplificato, ma l’impianto complessivo mi sembra il migliore
La bozza per l’approvazione
Stabilite le misure con Fabio, faccio il disegno e gli mando la bozza per approvazione. La scelta tra tre tipi di inquadrature cade su questa che vi mostro. Il problema della realizzazione della bozza è creare una sintesi che con un semplice tratto renda l’idea della figura così com’è, con la sua tridimensionalità. Il viso di Teresina presenta un certo prognatismo della mandibola che influisce sulla posizione delle labbra, che andrà reso, senza farne però un mostro.
La bozza scelta
E’ l’ora dello sbalzo su alluminio
Si parte allora con la fase di sbalzo. Il viso è ovviamente la parte più difficile: basta un nonnulla per rovinare tutto e togliere somiglianza del volto. Sulla lastra non esiste il ctrl Z. Ahimé. Alla fine mi sembra che il risultato sia abbastanza somigliante. Il fondo lo astrattizzo, lascio la croce e aggiungo la cornicetta e l’aureola.
Lo sbalzo finito, ancora con le alette da ripiegare sul supporto di masonite
Prima il montaggio sul supporto, poi vai di smalti!
Eccoci allora alla fase di ripiegatura per preparare lo sbalzo alla fase di smaltatura. Questa volta, per la tipologia di opera dovrò smaltare la figura, invece del fondo, come sempre ho fatto (ad eccezione della Pseudo-icona della Natività, che però aveva le figurette scontornate) fino ad ora: la cosa mi mette un po’ di apprensione. Tra l’altro i colori della foto sono visibilmente artefatti colorizzando con qualche software una foto dell’800 in bianco e nero. Qui vi mostro lo sbalzo ripiegato e fissato al supporto, pronto per la smaltatura:
Sbalzo ripiegato e fissato al supporto
Un disastro che rischia di mandare tutto a rotoli
Parto con la smaltatura. Come prevedevo è la fase più a rischio errori. Stendo subito la vernice di sottofondo trasparente, (cosa che non avevo mai fatto in precedenza), pensando che sia una buona soluzione proprio per dare più trasparenza ai colori, ma questo mi causa subito enormi grattacapi. Mi propongo di limitare al minimo la stesura dei colori. Alla seconda campitura, tracK!: una goccia maledetta macchia l’aureola e devo rilavare col diluente tutto, aureola e vernice di sottofondo di tutta l’opera, che si è irrimediabilmente rovinata. Uffa! Fortunatamente il lavaggio totale riesce. Ma che sudata!
Il disastro sull’aureola: Mi tocca ri-lavare tutto col diluente.
L’icona terminata
Tra “morti e feriti” porto a casa comunque il risultato; davvero uno dei più “sudati” da quando ho iniziato questa avventura delle icone a sbalzo. Sullo smalto applico poi la vernice Macota protettiva. Eccola finita:
La santa Teresina terminata.
Me la canto e me la suono
Sono abbastanza soddisfatto: nel complesso mi sembra un’opera ben riuscita, la resa dei panneggi mi esalta e l’icona col fondo argentato è molto luminosa. Il viso, alla fine, coi colori, mi sembra che abbia perso un filo di somiglianza rispetto allo sbalzo nudo e soprattutto rispetto alla bozza al tratto. Ma siccome sono sì ipercritico, ma anche molto misericordioso con me stesso :-), mi perdono per questo peccato veniale: penso sia comunque il massimo che potevo raggiungere, anche per le dimensioni ridottissime del viso.
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